Dove copiare all'esame è reato? I paesi con le pene più severe (fuori dall'Asia)

In Polonia chi copia alla maturità si vede annullare l'esame. In molti paesi non finisce lì: si rischiano multe e perfino anni di carcere. Una panoramica delle leggi di Europa, Africa, America e Oceania.

Mappamondo, codici e martelletto del giudice accanto alla scatola TESLA nano

Partiamo dalla Polonia. Copiare alla maturità o agli esami di fine ciclo lì non è reato: comporta l'annullamento dell'esame e, all'università, un procedimento disciplinare (dettagli). In molti paesi, però, il legislatore è andato molto oltre. Lasciamo volutamente fuori l'Asia, dove le norme sono spesso le più severe. Anche senza, l'elenco è lungo.

Prima di leggere

Le leggi cambiano e le pene in pratica dipendono dal giudice e dalle circostanze. È una panoramica basata su leggi e resoconti di stampa, non una consulenza legale. Le fonti sono in fondo all'articolo.

Francia: una legge del 1901 e fino a 3 anni di carcere

La Francia ha una delle leggi più antiche al mondo in materia: la legge del 23 dicembre 1901 sulla repressione delle frodi negli esami e concorsi pubblici. La frode in un esame di Stato, compreso il baccalauréat, è reato. Riguarda soprattutto la diffusione delle tracce, l'uso di documenti falsi e la sostituzione di persona. La pena arriva a 3 anni di carcere e 9.000 euro di multa. I complici rischiano le stesse pene.

In pratica gli studenti sorpresi a copiare finiscono di solito davanti a una commissione disciplinare, che può tra l'altro vietare gli esami per alcuni anni. Ma la legge del 1901 pende su chiunque organizzi la frode.

Italia: spacciare per proprio il lavoro altrui è reato

L'Italia ha una legge più antica di molte università di oggi: la legge n. 475 del 19 aprile 1925. Punisce chiunque, in esami o concorsi pubblici per il conseguimento di lauree, titoli, abilitazioni professionali o uffici pubblici, presenta come proprio un lavoro altrui. La pena va da 3 mesi a un anno di reclusione, e non meno di 6 mesi se l'intento è raggiunto. Con le stesse pene è punito chi ha preparato il lavoro; se lo ha fatto a scopo di lucro la pena aumenta, e se abitualmente va da uno a tre anni.

La legge riguarda soprattutto tesi ed esami di Stato, ma i tribunali italiani l'hanno applicata anche ai suggerimenti nei concorsi pubblici.

Egitto: fino a 7 anni di carcere

L'Egitto combatte da anni le fughe di notizie sugli esami di maturità (Thanaweya Amma). La legge n. 205 del 2020 sui reati d'esame prevede da 2 a 7 anni di carcere e una multa da 100.000 a 200.000 lire egiziane per chi pubblica o diffonde domande e risposte per copiare. È punito anche il tentativo.

Lo studente sorpreso a copiare perde l'anno e non può sostenere gli esami rimanenti. Il solo uso di un dispositivo di comunicazione in aula comporta una multa e la confisca dell'apparecchio.

Algeria: internet spento e pene fino a 15 anni

Nell'aprile 2020 l'Algeria ha modificato il codice penale introducendo reati legati alle frodi negli esami del brevet e del baccalauréat. Nei casi più gravi, soprattutto per fughe di tracce organizzate da funzionari, le pene arrivano fino a 15 anni di carcere. I tribunali le applicano: i media hanno riportato un anno di carcere per un ragazzo che aveva condiviso online una prova di arabo e, nel 2022, la condanna di un deputato per aver tentato di aiutare la figlia a un esame.

L'Algeria è nota anche per un altro metodo: durante gli esami di maturità le autorità limitano l'accesso ai social network e perfino a tutta la rete.

Marocco: la legge 02.13

Il Marocco disciplina la frode agli esami con la legge n. 02.13, che prevede multe per chi copia e per chi aiuta a copiare e, nei casi più gravi, anche il carcere. I resoconti di stampa riportano forbici di pena diverse a seconda del fatto. Le norme sono applicate: a ogni sessione la polizia arresta persone coinvolte nelle fughe di tracce e nell'aiuto ai candidati, e le aule sono dotate di rilevatori di dispositivi elettronici.

Nigeria: l'Examination Malpractices Act

La legge nigeriana sulle frodi agli esami del 1999 (Examination Malpractices Act) prevede multe e carcere, di solito fino a 3 anni. Per insegnanti, sorveglianti e personale degli enti d'esame coinvolti la pena arriva a 4 anni senza possibilità di conversione in multa. Curiosità: un decreto precedente del 1984 prevedeva per lo stesso reato fino a 21 anni.

Kenya: fino a 10 anni per una fuga di tracce

La legge keniota del 2012 sul Consiglio nazionale degli esami (KNEC Act) prevede fino a 10 anni di carcere o una multa elevata per la divulgazione del contenuto degli esami. Sostenere l'esame al posto di un altro costa fino a 2 anni di carcere e 3 anni di esclusione dagli esami. In caso di irregolarità diffuse vengono annullati i risultati di intere scuole.

USA: la frode agli esami come frode federale

Negli Stati Uniti copiare a un test di solito non è di per sé reato. Ma quando ci sono di mezzo soldi e documenti falsi interviene la procura federale. Nel noto scandalo "Varsity Blues" Mark Riddell sosteneva i test SAT e ACT al posto di studenti facoltosi usando documenti falsi, oppure ne correggeva le risposte fingendosi sorvegliante. Nel 2022 è stato condannato a 4 mesi di carcere e alla confisca di oltre 239.000 dollari.

Inghilterra, Irlanda, Australia, Nuova Zelanda: pene per le "fabbriche di tesi"

I paesi anglosassoni hanno scelto un'altra strada. Non perseguono gli studenti, ma le aziende che a pagamento scrivono elaborati e sostengono esami per altri (contract cheating, essay mills):

  • La Nuova Zelanda è stata tra le prime, nel 2011, con multe fino a 10.000 dollari neozelandesi per chi offre e pubblicizza questi servizi.
  • L'Irlanda nel 2019, dando all'agenzia per la qualità QQI il potere di perseguirli.
  • L'Australia nel 2020: fino a 2 anni di carcere e multe elevate per i servizi commerciali di copiatura e la loro pubblicità.
  • Inghilterra e Galles nel 2022, con lo Skills and Post-16 Education Act.

Paesi UE dove copiare non è reato (come in Polonia)

Nella maggior parte dei paesi dell'Unione europea copiare di per sé non porta in tribunale, ma solo a conseguenze scolastiche o universitarie. "Permesso" però è la parola sbagliata: copiare è vietato ovunque, solo che viene punito in modo diverso.

  • Polonia: annullamento della maturità o dell'esame di fine ciclo, procedimento disciplinare all'università.
  • Germania: il tentativo di inganno (Täuschungsversuch) comporta nei casi lievi la ripetizione della prova e in quelli gravi il mancato superamento dell'esame. All'università può finire con l'espulsione. Il penale entra in gioco solo con altri reati, come una falsa dichiarazione di elaborazione autonoma o la falsificazione di un documento.
  • Spagna: all'esame di accesso all'università (EBAU, ex selectividad) chi viene sorpreso è allontanato dall'aula, perde il diritto alle prove restanti e le parti già sostenute possono essere valutate zero. La tassa non viene rimborsata.
  • Repubblica Ceca: copiare alla maturità o all'università è una questione disciplinare che può portare all'espulsione.

Lo schema comune: più la frode si avvicina a falsificazione di documenti, sostituzione di persona o fuga di tracce, più si avvicina al diritto penale, anche in questi paesi.

Cosa ne consegue

  • In molti paesi il confine tra "bigliettino" e reato è sottilissimo, soprattutto quando ci sono di mezzo fughe di tracce, sostituzione di persona o denaro.
  • Le pene più severe colpiscono di solito gli organizzatori: chi diffonde le tracce, suggerisce dall'esterno o guadagna dalla frode.
  • In Italia, a differenza della Polonia, presentare lavoro altrui in un esame pubblico può portare al processo penale. In più c'è il rischio per la salute se l'auricolare resta incastrato nell'orecchio (ne parliamo qui).

L'auricolare invisibile è uno strumento di lavoro legale per presentatori, sicurezza e interpreti (gli usi). All'esame non ha posto in nessun paese.

Fonti

Vedi gli auricolari su hota.pl